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Medioevo italiano. I film degli anni '60 - Il Medioevo di Monicelli - L'età delle Crociate - La peste e gli altri flagelli


Winner 3 Silver Ribbon Award: Best Cinematography, Color; Best Costume Design; Best Score. Cannes Golden Palm, 1 nomination: Mario Monicelli.

L'ARMATA BRANCALEONE

1966, regia di Mario Monicelli

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Immagini

Scheda: Nazione: Italia-Francia-Spagna - Produzione: Mario Cecchi Gori per Fair Film, Les Films Marceau, Vertice Film - Distribuzione: Titanus-Columbia Tristar Home Video, Mondadori Video, l'Unità Video - Soggetto: Age (Agenore Incrocci), Mario Monicelli, Furio Scarpelli - Sceneggiatura: Age, Mario Monicelli, Furio Scarpelli - Fotografia: Carlo Di Palma - Montaggio:  Ruggero Mastroianni - Scenografia: Piero Gherardi - Musiche: Carlo Rustichelli - Costumi: Piero Gherardi - Effetti speciali: Armando Grilli - Formato: Panoramica Technicolor - Durata: 120'.

Cast: Vittorio Gassman, Catherine Spaak, Gian Maria Volontè, Maria Grazia Buccella, Enrico Maria Salerno, Barbara Steele, Alfio Caltabiano, Carlo Pisacane, Folco Lulli, Pippo Starnazza, Ugo Fangareggi, Gianluigi Crescenzi, Luigi Sangiorgi, Fulvia Franco, Tito García, Joaquín Díaz, Luis Induni, Carlos Ronda, Juan C. Carlos, Philippa De la Barre De Nanteuil.


     


 

Trama e commenti: cinematografo.it - mymovies.it - film.spettacolo.virgilio.it - kataweb.it - film.tv.it - rtsi.ch - movieplayer.it - it.movies.yahoo.com - valentano.org - international.rai.it - monteuve.com - cinemavvenire.itg - videodromo.com - cinemotoreonline.net -it.wikipedia.org: «Nell'Italia dell'XI secolo, Brancaleone da Norcia, unico e spiantato rampollo di una nobile famiglia decaduta, dotato però di una non comune eloquenza ed animato da sane virtù e cavallereschi principi, guida un manipolo di miserabili e coloriti seguaci alla presa di possesso del feudo di Aurocastro, secondo quanto dettato in una misteriosa pergamena imperiale che gli stessi miserabili gli porgono e che affermano di aver rinvenuto in modo del tutto lecito e casuale, in realtà rubata al suo proprietario: un cavaliere aggredito e creduto morto. Attraversando tutta la penisola, viene coinvolto in diverse avventure: entra in una città apparentemente deserta dando licenza di saccheggio, salvo scoprirla poi infestata dalla peste, dopodiché si aggrega al monaco Zenone, che, a capo di un gruppo di pellegrini, è diretto a Gerusalemme per unirsi alla lotta per la liberazione del Santo Sepolcro, salvo poi riprendere la strada di Aurocastro dopo che Zenone precipita in un dirupo attraversando un ponte sospeso precario ("cavalcone" nel film) combatte interminabili duelli cavallereschi, incontra un principe bizantino diseredato che si aggrega all'armata e tenta di estorcere denaro alla propria famiglia, salva una giovane promessa sposa per poi scoprirla tutt'altro che illibata. Giunta al feudo da conquistare, gli abitanti del luogo si affrettano a consegnargli le chiavi del castello prima di scappare lasciando l'armata sola a fronteggiare l'arrivo dal mare e l'attacco da parte dei pirati Saraceni. Brancaleone e il suo piccolo esercito sono fatti ben presto prigionieri ma vengono liberati da un misterioso personaggio che si rivela essere il cavaliere erroneamente creduto morto all'inizio della storia. Questi, il vero e legittimo destinatario della pergamena, condanna Brancaleone e i suoi armigeri al supplizio come ladri e usurpatori ma proprio quando la sentenza sta per essere eseguita arriva insperatamente in loro aiuto il redivivo monaco Zenone, che, sempre a capo del gruppo di pellegrini diretto a Gerusalemme, costringe i cavalieri a liberarli per unirsi alla lotta per la liberazione del Santo Sepolcro. I nostri disperati sono ben felici di unirsi al gruppo per scampare alla morte e cercare la gloria in Terra Santa, partecipando alle Crociate. L'armata Brancaleone alla sua uscita nelle sale diviene subito campione di incassi, raccogliendo i consensi entusiastici ed unanimi della critica e collezionando numerosi premi internazionali. Nel film, i temi cari al regista, quali la rappresentazione comica dei perdenti e delle loro vicende personali, la loro voglia di riscatto, l'ineluttabilità del loro fallimento e della morte, trovano l'espressione cinematografica più compiuta e matura. Torna, dopo I soliti ignoti e La grande guerra, il tema dell'amicizia virile, che nel successivo Amici miei si colorerà di sottili sfaccettature esistenziali. In questa pellicola l'amicizia, il vincolo tra uomini, orienta, cementa e ispira il gruppo di perdenti verso la realizzazione di una impresa superiore, mediante la quale venire riabilitati e passare alla storia. Il film è un'opera corale di consistente equilibrio formale, ricca di elementi originali e di trovate che successivamente ispireranno addirittura dei generi e dei canoni ancora rintracciabili nel cinema italiano contemporaneo e nella cultura popolare del nostro paese. Per tutti questi fattori, non esclusivamente cinematografici, il film è riconosciuto da molti come un capolavoro. Alla sceneggiatura collabora in modo determinante lo stesso regista, che con Agenore Incrocci e Furio Scarpelli, binomio artistico meglio conosciuto come Age e Scarpelli, dà vita ad una rilettura fresca ed originale dell'Italia medioevale, creando quello che sarà il colpo di genio del film: l'invenzione di quell'idioma immaginario, a cavallo tra il latino maccheronico, la lingua volgare medievale e l'espressione dialettale, che caratterizzerà tutti i personaggi...».  

Mario Monicelli: «L'armata Brancaleone nacque da due cose: da tre paginette che Scarpelli buttò giù, un dialogo tra due contadini medioevali che parlavano di donne; e da un film fallito, Donne e soldati (1955) di Luigi Malerba e Antonio Marchi, di cui vidi soltanto 150 metri che mi colpirono molto (fra l'altro c'era di mezzo anche Ferreri in quel film). L'ispirazione venne così: facciamo un film su un medioevo cialtrone, fatto di poveri, di ignoranti, di ferocia, di miseria, di fango, di freddo; insomma tutto l'opposto di quello che ci insegnano a scuola, "Le Roman de la Rose", Re Artù, e altre leziosità. [...] I1 ritornello famoso, "Branca, Branca, Branca, Leòn, Leòn, Leòn", lo sento ancora ogni tanto cantato dai ragazzi. È forse il film a cui sono più affezionato, perché trovo che sia il mio più originale».

Plot Summary, Synopsis, Review: IMDb - entertainment.msn.com - allmovie.com: «Brancaleone (Vittorio Gassman) leads an inept group of Crusaders to the sea in this offbeat war comedy. The Crusaders hope to find a ship that will take them to the Holy Land to reclaim the area for Christianity. The situation allows for plenty of sight gags and ribald humor. Catherine Spaak co-stars with Gassmann in this amusing effort from director Mario Monicelli» (Dan Pavlides, All Movie Guide». historianet.com.br: «Este clássico do cinema italiano, retrata os costumes da cavalaria medieval através de uma demolidora e bem humorada sátira. A figura central é Brancaleone, um cavaleiro atrapalhado que lidera um pequeno e esfarrapado exército, perambulando pela Europa em busca de um feudo. Trata-se de uma paródia a D. Quixote de Cervantes. O filme consegue ser hilário, mesmo na reconstituição dos aspectos mais avassaladores da crise do século XIV, representados pela trilogia "guerra, peste e fome". Utilizando-se sempre da sátira, o filme de Monicelli focaliza a decadência das relações sociais no mundo feudal, o poder da Igreja católica, o cisma do Oriente e a presença dos sarracenos...».

Approfondimenti: Movie Review

La marcia di Brancaleone (formato wav).

  

Conosciuto anche con i titoli: For Love and Gold; Incredible Army of Brancaleone. Il film è stato restaurato nel 2005 a cura dell'Associazione Philip Morris Progetto Cinema.

        

Scheda filmica di Silvana Filannino nel volume virtuale Immagini del Medioevo nel cinema - I classici

Roberto Rombi, è tornato Brancaleone!

Paolo Pugliese, L'armata Brancaleone. Un esilarante classico senza tempo

              

    

  


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